Con l’ordinanza balneare regionale del 12 giugno 2026, emanata dall’Assessorato degli Enti Locali, la Regione Sardegna rafforza le regole per la tutela delle spiagge, dell’ambiente costiero e della sicurezza dei bagnanti. L’obiettivo è garantire una fruizione ordinata e sostenibile del litorale, contrastando comportamenti che negli anni hanno creato problemi di degrado, occupazione abusiva degli spazi e danni agli ecosistemi costieri.
Tra le novità più importanti vi è il divieto di fumo di tutte le spiagge dell’isola, sarà permesso solo nelle aree consentite. Viene confermato il divieto di occupare le spiagge libere con attrezzature lasciate incustodite. Ombrelloni, sedie, tende da spiaggia e altri oggetti non potranno essere utilizzati per “prenotare” il posto né durante il giorno né nelle ore notturne. Le spiagge devono rimanere accessibili a tutti e non possono essere trasformate in aree riservate.
Particolare attenzione viene riservata alla fascia dei cinque metri dalla battigia, che dovrà rimanere completamente libera per consentire il passaggio delle persone e garantire la sicurezza. In questa zona non sarà possibile collocare ombrelloni, sedie, natanti o altre attrezzature.
L’ordinanza ribadisce inoltre il divieto assoluto di abbandonare rifiuti sulla spiaggia o in mare, anche se contenuti all’interno di sacchetti. Una disposizione fondamentale per la tutela dell’ambiente marino e per il decoro delle coste sarde.
Confermato anche il divieto di campeggio abusivo. Non sarà consentito installare roulotte, camper, tende da campeggio, gazebo o strutture simili sugli arenili. Per quanto riguarda gazebo e tende da spiaggia, entro i dieci metri dalla linea di battigia non potranno superare una superficie complessiva di quattro metri quadrati.
Grande attenzione è stata dedicata all’accessibilità. Qualsiasi comportamento o struttura che possa ostacolare il libero utilizzo della spiaggia da parte delle persone con disabilità sarà considerato una violazione delle norme.
Tra i divieti più rilevanti figura anche quello relativo alle dune costiere. È sempre vietato transitare, sostare, attraversare o occupare le dune e la vegetazione dunale, ecosistemi particolarmente fragili e indispensabili per la difesa naturale delle coste dall’erosione.
Per garantire maggiore sicurezza ai bagnanti, non sarà possibile praticare giochi e attività sportive entro quindici metri dalla battigia. Calcio, beach tennis, beach volley, bocce e altre attività potranno essere svolte soltanto a distanza adeguata dalla zona destinata al passaggio e alla balneazione.
L’ordinanza disciplina anche la presenza degli animali. Durante la stagione estiva, dalle ore 8 alle ore 20, il transito dei cani è vietato nelle spiagge non appositamente attrezzate. Restano escluse dal divieto le unità cinofile da salvataggio, i cani guida per non vedenti e gli animali impiegati nella pet therapy in possesso delle previste certificazioni.
Per quanto riguarda la pesca sportiva da terra, nelle aree destinate alla balneazione sarà vietata dalle ore 7 alle ore 20, indipendentemente dall’attrezzatura utilizzata. Resta inoltre vietata l’accensione di fuochi in spiaggia.
Le violazioni dell’ordinanza comportano generalmente una sanzione amministrativa di 200 euro. Tuttavia, una delle infrazioni considerate più gravi riguarda l’asportazione di sabbia, ciottoli, sassi e conchiglie dai litorali della Sardegna. In base all’articolo 40, comma 2, della Legge Regionale n. 16 del 28 luglio 2017, chiunque prelevi, detenga o venda anche piccole quantità di materiale proveniente dalla spiaggia o dal mare senza autorizzazione rischia una sanzione amministrativa compresa tra 500 e 3.000 euro, salvo che il fatto costituisca un illecito più grave.
La nuova ordinanza rappresenta un ulteriore passo avanti nella tutela delle spiagge della Sardegna, con l’obiettivo di preservare il patrimonio naturale dell’isola, garantire il rispetto dell’ambiente e assicurare una convivenza civile tra residenti e turisti durante la stagione balneare 2026.
